Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Originali e sistemi Arcade (Naomi, SEGA Model, Triforce, Atomiswave, MVS, ecc.)
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CarloBlanch
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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da CarloBlanch »

Vero.
Ma la pirateria va sempre condannata, anche se di fatto ha contribuito alla diffusione dei videogiochi in Italia.
Vero anche che a livello tecnico alcuni bootleggari erano eccellenti. Ma anche le Luis Vitton fatte a Napoli sono superiori come qualità delle originali, ma non é un buon motivo per incentivarne la diffusione.
All'epoca i gestori e i distributori hanno lucrato rubando, anzi ricettando e sono più colpevoli di chi le creava le bootleg che ci metteva almeno ingegno e passione.Condanno anche gli edicolari che producevano cassette pirata dei giochi appena usciti, anche se hanno contribuito alla diffusione di molti giochi che altrimenti non sarebbero mai arrivati.
Dal nostro punto di vista sono stati utili , ma immaginate se ci fosse stata alla'epoca una legge per il diritto di autore, magari i distributori avrebbero investito di più sull'informatica in Italia, che é arretrata per colpa della pirateria e della tut .

Detto questo, ora che ormai si parla di preistoria , le boot saranno cacche ma forse solo gli unici veicoli di vecchi giochi ormai quasi estinti.


inviato da Tapatalk, perdonate gli errori di battitura, il correttore non capisce i termini tecnici.


janniz
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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da janniz »

CarloBlanch ha scritto:Vero.
Ma la pirateria va sempre condannata, anche se di fatto ha contribuito alla diffusione dei videogiochi in Italia.
Nessuno vuole assolvere la pirateria che fu... (Anche se come minimo potremmo considerarla prescritta no :P).
CarloBlanch ha scritto: Vero anche che a livello tecnico alcuni bootleggari erano eccellenti. Ma anche le Luis Vitton fatte a Napoli sono superiori come qualità delle originali, ma non é un buon motivo per incentivarne la diffusione.
Se tu scrivessi "Incentivarne" oppure ci fosse ad oggi un fiorente mercato (ma anche un rachitico mercato basterebbe) non potrei che essere d'accordo con te. Ma al giorno d'oggi la commercializzazione di un bootleg o di un originale non produce alcun utile nelle tasche delle aziende detentrici dei reali diritti. Anzi, credo addirittura che la diffusione di un bootleg di allora (come anche di un originale), contribuiscano comunque a diffondere la conoscenza di "marchi" che alimentano un indotto dal giro non indifferente. Ad esempio: la diffusione di un bootleg di Super Mario Bros contribuisce o no alla conoscenza del personaggio e quindi alla vendita successiva di merchandising legato allo stesso? Io credo proprio di si. La diffusione del medesimo bootleg danneggia in qualche modo la Nintendo? Non credo... di fatto il PCB originale di Super Mario non è più in vendita da decenni... e il numero di possibili acquirenti è ristretto a un pugno di pazzi in tutto (di cui faccio parte sia chiaro) :)
CarloBlanch ha scritto: All'epoca i gestori e i distributori hanno lucrato rubando, anzi ricettando e sono più colpevoli di chi le creava le bootleg che ci metteva almeno ingegno e passione.Condanno anche gli edicolari che producevano cassette pirata dei giochi appena usciti, anche se hanno contribuito alla diffusione di molti giochi che altrimenti non sarebbero mai arrivati.
Dal nostro punto di vista sono stati utili , ma immaginate se ci fosse stata alla'epoca una legge per il diritto di autore, magari i distributori avrebbero investito di più sull'informatica in Italia, che é arretrata per colpa della pirateria e della tut .
Concordo sul primo punto, non concordo sul secondo. L'informatica in Italia NON è arretrata a causa della pirateria. Nel decennio tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 80 in Italia c'erano le competenze per spaccare il culo al mondo dal punto di vista elettronico/informatico... Olivetti docet! Purtroppo si son bruciati tutto a livello manageriale, semplicemente perché non siamo stati in grado di difendere i nostri asset e abbiamo preferito mangiare l'uovo oggi invece di investire sulla gallina domani.
La pirateria ad esempio, è un dato di fatto, ha contribuito alla diffusione dei prodotti M$ a livello mondiale (e infatti non venne mai contrastata da parte degli uomini di Redmond fino agli anni recenti... quando ormai la diffusione era tale da rendere molto difficile il ritorno indietro). Prova a farci caso: Tutti i corsi ECDL (European Computer Driving License, una boiata, ne son conscio, ma usiamola solo per l'esempio) usano i prodotti M$ per la certificazione, quando invece ci si dovrebbe riferire al più generico concetto di spreadsheet, piuttosto che di videoscrittura. Come mai questo? Perché negli anni passati TUTTI (o quasi) avevano una bella copia pirata di Office e quindi Office è diventato lo standard de facto per il mondo...
La mia non vuole essere una difesa a spada tratta della pirateria, sia ben chiaro. Chi diffonde la pirateria come hai scritto giustamente tu lucra rubando... ho solamente cercato di smorzare alcune delle tue affermazioni che ritengo fossero un po' troppo forti...

Ah... già... temo che siamo andati OT :P


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kilik81
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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da kilik81 »

Sto riflettendo su un cosa: ho sempre sostenuto che grazie ai bootleg abbiamo potuto giocare a tantissimi giochi che altrimenti avremmo visto solo con il binocolo...ma è davvero così? Voglio dire, non mi pare che, con l'avvento di CPS2 e Model (quest'ultime, tra l'altro, costosissime), le sale giochi siano sparite, anzi!
I guadagni per i gestori c'erano anche con i giochi originali, eccome se c'erano (come scrissi tempo addietro, un noleggiatore mi disse che pagò 10 milioni di lire la postazione singola di Sega Rally e recuperò il costo in soli 3 mesi, dando al bar/sala giochi ben il 20% dei guadagni)!

Ad ogni modo, con questo topic, mi sarebbe piaciuto fare un elenco di quali ditte (italiane e non) hanno prodotto bootleg, quali bootleg hanno prodotto e quali accorgimenti tecnici hanno dovuto usare per cercare di ottenere le stesse prestazioni (vedi mio esempio per l'audio). Nella prima pagina stavamo andando bene, ma poi si è un po' divagato...


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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da janniz »

kilik81 ha scritto:Sto riflettendo su un cosa: ho sempre sostenuto che grazie ai bootleg abbiamo potuto giocare a tantissimi giochi che altrimenti avremmo visto solo con il binocolo...ma è davvero così? Voglio dire, non mi pare che, con l'avvento di CPS2 e Model (quest'ultime, tra l'altro, costosissime), le sale giochi siano sparite, anzi!
I guadagni per i gestori c'erano anche con i giochi originali, eccome se c'erano (come scrissi tempo addietro, un noleggiatore mi disse che pagò 10 milioni di lire la postazione singola di Sega Rally e recuperò il costo in soli 3 mesi, dando al bar/sala giochi ben il 20% dei guadagni)!

Ad ogni modo, con questo topic, mi sarebbe piaciuto fare un elenco di quali ditte (italiane e non) hanno prodotto bootleg, quali bootleg hanno prodotto e quali accorgimenti tecnici hanno dovuto usare per cercare di ottenere le stesse prestazioni (vedi mio esempio per l'audio). Nella prima pagina stavamo andando bene, ma poi si è un po' divagato...
Si hai ragione si è divagato... però io posso dirti con certezza che nel mio paesino pedemontano, dove le sale giochi non sono mai arrivate (o meglio, una è arrivata ed ha chiuso i battenti nel giro di niente...) i cabinati sono progressivamente spariti (e tutto questo assai prima del periodo videoslot) e sicuramente non ho mai visto un cab stile Naomi piazzato nei bar del mio paese. Forse gli originali costavano troppo per essere ammortati con una bassa utenza, forse i ragazzetti di allora (e noi già un po' più adulti) preferivano perdersi dietro la PSX/PS2 di turno. Più probabilmente un mix di quest'ultime cose han portato nel giro di pochi anni alla colonizzazione delle VLT (che del resto credo rendano parecchio, con gran danno delle classi sociali più deboli).

Per quanto riguarda la documentazione sui bootleg, si potrebbe pensare di pubblicare le info che ognuno conosce (ma io ammetto di avere molto da imparare ancora in merito), magari raggruppato per singola scheda. Anche perché parlare di bootleg è un po' generico. Della stessa PCB si trovano magari tre o quattro implementazioni diverse, alcune più simili, in cui magari il custom originale è stato implementato in modo diverso, altre totalmente stravolte tra di loro (Basti pensare ai due bootleg di Bubble Bobble, e al modo differente in cui cercarono di aggirare i meccanismi di protezione implementati da Taito).
Certo, torno a dire, riuscire a stabilire un contatto con chi allora lavorò su quei progetti sarebbe ovviamente il massimo. Nessuno ha un amico gestore, fabbricante, progettista cui offrire una birra in una umida sera autunnale???? :-D


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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da biasini »

Quotone per janniz su ciò che riguarda la situazione italiana anni '60...la dimenticatissima Olivetti purtroppo fu, oltre che osteggiata per la sua futuristica e socialmente avanzata idea di lavoro/società, sfortunata nella perdita prematura Di Adriano Olivetti e l'anno successivo del geniale del giovane ingegnere Mario Tchu, a capo del reparto d'innovazione elettronica e caposaldo della progettazione degli avanzatissimi calcolatori Elea, progetti venduti poi alla General Electric, così come tante innovazioni che poi hanno trovato sviluppo e terreno fertile nella Silicon Valley.

Per il discorso pirateria...inutile dire che ai tempi, fino agli anni '80 la situazione era davvero molto confusa e poco tutelata, basti pensare cosa successe in ambito informatico, dove abbiamo molteplici situazioni che non starò qui ad elencare, ma basti pensare a Steve Jobs che nel periodo in cui lavorava per Atari, su richiesta di Wozniak, scattò fotografie e chiese di portare informazioni utili prelevate dalle schede dell'arcade Breakout, che fu ispirazione di diverse parti per la produzione dell'influente Apple II.
Figuriamoci se si sottilizzava sui videogiochi.

Rispondendo a kilik...i costi i primi anni erano altissimi...la tecnologia dentro un arcade era davvero moderna fino a metà anni '80...furono i giapponesi con lo standard Jamma prima e il Neo Geo dopo, ad abbattere i costi standardizzando...senza contare che per quanto riguarda cose "moderne" come sega rally (comunque particolare e gigantesco nella struttura), il mercato ormai era collaudato ed aveva tutti i canali ben strutturati, per cui si sapeva in partenza che spendendo 10 si guadagnava minimo 30. Il costo "reale" del semplice hardware ormai per il produttore non era così alto (vedi appunto Neo Geo).


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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da frame »

janniz ha scritto: .....che adesso che lavori e ti puoi permettere di comprarli, i giochi originali, fa figo dire "foraggiava il mercato della pirateria" ..........
Forse non è stato compreso il senso di quanto ho scritto. Capita.

Però sul fatto che a 40 anni suonati, possiamo dire che le sensazioni sono identiche a quelle dell'infanzia, mi sembra una non accettazione del tempo che passa.
Ogni giorno è diverso dall'altro, e ogni giorno noi siamo un poco più diversi dal giorno prima.
Le sensazioni e emozioni ci sono sempre, ma ogni volta mai identiche.

Scusa la divagazioen Klik...
..scriverò qui se ho notizie sulle menti che stavano nell'occulto e che fabbriccavano le nostre schede pirata. Sono affascianto pure io dalla cosa.
..ringrazio Patrik per aver segnalo quell'interessante libro, di non facile reperimento purtroppo..
Immagine ...cerco il vetro di Astro Wars & Vanguard Zaccaria..


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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da CarloBlanch »

Janniz concordo con te.
Ovviamente io condanno la pirateria di allora, non la diffusione dei boot di ora, come ho scritto alla fine del.mio intervento.
E' come il collezionismo di banconote in lire fuori corso false.



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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da kilik81 »

biasini ha scritto: Rispondendo a kilik...i costi i primi anni erano altissimi...la tecnologia dentro un arcade era davvero moderna fino a metà anni '80...furono i giapponesi con lo standard Jamma prima e il Neo Geo dopo, ad abbattere i costi standardizzando...senza contare che per quanto riguarda cose "moderne" come sega rally (comunque particolare e gigantesco nella struttura), il mercato ormai era collaudato ed aveva tutti i canali ben strutturati, per cui si sapeva in partenza che spendendo 10 si guadagnava minimo 30. Il costo "reale" del semplice hardware ormai per il produttore non era così alto (vedi appunto Neo Geo).
Ci sta come risposta. In effetti in quegli anni, essendo un mercato nuovo, non si sapeva se avrebbe fruttato
o meno, quindi era meglio ripiegare sui bootleg, almeno era più facile recuperare la spesa iniziale.

Intanto ho trovato questo breve articoletto che, tra le varie cose, spiega che "workaround" usò la Sidam nel gioco Centipede: http://triosdevelopers.com/jason.eckert ... ustry.html


Poi ho trovato anche la lista dei bootleg realizzati dalla Datsu: http://www.arcade-history.com/index.php ... iteur=3716


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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da vit1512 »

Thread davvero interessante, @PaTrYcK anch'io vorrei una copia di quel libro!!!
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Re: Bootleg: dove, come e chi li faceva?

Messaggio da BootBoy »

Bel thread, e soprattutto interessante, vi do solo qualche spunto di riflessione, visto che ho letto citate anche le famose cassettine c64 dell'edicola tipo i GOGAMES! Le cassettine come i bootleg sono esistiti in italia negli anni 80 e 90, e soprattutto in italia perchè la normativa sulla protezione della proprietà intellettuale era carente per il tempo, credo sia del 1941, e quindi era sicuramente immorale ma non illegale riprodurre distribuire e vendere copie di videogiochi sia software che hardware, la normativa attuale è molto recente forse del 2004 ... per questo in italia hanno trovato terreno fertile. E per quanto riguarda i costi, spero di ritrovare qualche vecchia fattura di qualche distributore che dovrei avere ancora a casa vi posso assicurare che i bootleg non costavano così meno dell'originale, tanto per farvi un idea una scheda bootleg costava fra i 2 e i 3 milioni di vecchie lire. Dovete anche pensare al fatto che a chi distribuiva videgiochi per lavoro e quindi fare soldi poco interessava se il gioco dentro il cabinato era originale o copia il suo lavoro lo faceva sempre anzi a volte faceva meglio il lavoro il bootleg che l'originale molto spesso anche "svecchiato" di qualche anno nell'anno di produzione modificando qualche byte nelle eprom e ridistribuendolo anni dopo anche nelle periferie. anche perche negli anni 80 non essendoci internet le informazioni giravano per passaparola e vi assicuro per conoscenza personale di vecchi noleggiatori, il problema se una scheda era originale o no in molti non se lo sono mai posto.


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